UNA SOCIETÀ PACIFICA

UNA SOCIETÀ PACIFICA

6 Agosto 2022 3 di Timoteo Lauditi

In risposta all’articolo di Antonio Di Bartolomeo sul desiderio di una società plurale

UNA SOCIETÀ PACIFICA

La società in cui viviamo è il frutto dell’allontanamento dell’uomo dalla volontà di Dio, il suo Creatore. La ribellione edenica, per quanto semplice nella formulazione, fu la dimostrazione che l’essere umano usò male il suo libero arbitrio, scelse cioè di decidere egoisticamente di governarsi da solo, di decidere per sé stesso il bene e il male. Dio previde il risultato e lo fece mettere per iscritto per nostro beneficio. Disse che sarebbero state formate società e governi che avrebbero promosso una mentalità egotista, divisiva e intollerante e che l’uomo ne avrebbe sofferto enormemente. In Ecclesiaste 8:9 si legge che “l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno”. Il motivo? Geremia 10:23: “So bene, o Geova, che l’uomo non è padrone della sua via. L’uomo che cammina non è padrone nemmeno di dirigere i suoi passi”. E Proverbi 20:24: “I passi dell’uomo sono guidati da Geova. Come può un uomo capire la strada da prendere?”.

La Bibbia non dice che l’uomo non abbia una certa capacità di affrontare i problemi e di prendere decisioni che vadano a buon frutto. Dice solo che se non si tiene conto dei pensieri di Dio, del modo di pensare del Creatore, che ci conosce bene, il successo è limitato. Spesso risulterà un buco nell’acqua. “Che la sapienza sia giusta è dimostrata dai suoi figli” disse una volta Gesù. – Luca 7:35 Sono i fatti che parlano, che confermano certi assiomi, e noi vediamo i risultati chiaramente.

Costruire una società plurale, in cui si viva armoniosamente, scevra da nazionalismo, razzismo e tutti gli altri ismi, è quello che l’uomo non può fare senza riconoscere la superiorità dei pensieri di Dio. Non è forse vero che avere una visione più ampia, dovuta alla posizione e all’età, fa vedere le cose in modo più chiaro e realistico? ““I miei pensieri non sono i vostri pensieri, e le vostre vie non sono le mie vie”, dichiara Geova. “Infatti come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più altre delle vostre vie e i miei pensieri dei vostri pensieri”. – Isaia 55:22

Dio vuole che le persone vivano unitamente, libere da pregiudizi dovuti alla differenza di cultura, colore della pelle, luogo di nascita, stato sociale ecc.. Ha dato a ognuno il libero arbitrio, per cui nessuno deve essere forzato da un governo o da un’organizzazione religiosa o dalla propria cultura e dalle tradizioni a conformarsi contro la propria volontà a un modo di vivere che non gli aggrada. Ma questo non vuol dire che Dio condoni l’anarchia. Non vuole che stabiliamo da soli ciò che è giusto e sbagliato. Ha stabilito delle leggi e ci invita a farle nostre, per il nostro beneficio, personale e sociale. Ha stabilito anche come vuole essere adorato, non lasciando spazio a interpretazioni personali. Le guerre e le animosità che regnano tra le diverse religioni, e nelle stesse, sono la dimostrazione che non si può avere successo stabilendo noi per Dio come e se vogliamo rendergli adorazione.

Le migliaia di religioni hanno formato una cultura della discriminazione. Per esempio la Chiesa Riformata Olandese predicava in Sudafrica che i “neri”, non avendo anima, erano come gli animali, per cui potevano essere schiavizzati, preparando il sottobosco per la successiva politica di segregazione dell’apartheid. Questa cultura razzista ha permeato per secoli la mentalità occidentale. La stessa cosa è accaduto in Sri Lanka e nei paesi vicini tra buddisti e mussulmani, da cui sono uscite le guerriglie locali e il terrorismo internazionale. Come si fa a creare una società plurale con questi presupposti?


Certo, nel proprio intimo chi non desidera una società armoniosamente unita, dove si possa lavorare in unità per il benessere di tutti? Ma ci vuole un buon grado di volontà per cambiare sé stessi, perché se non cambiamo noi non cambierà la società. Se non siamo disposti a cambiare il nostro modo di pensare come facciamo a pretendere una società più aperta, tollerante e plurale? E ci vuole una buona umiltà nel riconoscere i nostri limiti e il bisogno di una guida superiore all’uomo.

Senza però voler forzare gli esseri umani, Dio ci invita ad ascoltarlo e a provare personalmente nella nostra vita la differenza dal fare di testa nostra e dall’aderire ai suoi principi. L’invito è di ‘smettere  di farci modellare da questo sistema di cose, ma di essere trasformati rinnovando la nostra mente, così da provare a noi stessi la volontà di Dio, ciò che è buono, perfetto e gradito a lui.’ – Romani 12:2

Il vantaggio è tutto nostro. Isaia 48:17,18 legge: “Io, Geova, sono il tuo Dio, colui che ti insegna per il tuo bene, colui che ti guida lungo la via in cui devi camminare. Se solo prestassi attenzione ai miei comandamenti! Allora la tua pace diverrebbe proprio come un fiume, e la tua giustizia come le onde del mare.”

Applicare i principi biblici e accettare la sovranità di Dio nella nostra vita ci permette di vivere in pace e tolleranza tra di noi. La società odierna ha scelto di percorrere la propria strada, aderendo alla religione per tradizione o scegliendosene una à la carte, per cui viene a mancare la capacità di rispettare gli altri, perché si trova sempre un motivo per discriminare e ostentare la propria presunta superiorità. Quello che manca nella società odierna è la considerazione dell’altro. La Bibbia contiene un consiglio profondo, a cui tutti dobbiamo lavorare e che rappresenta una vera sfida per vivere la pluralità. Dice: “Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma, con umiltà, considerate gli altri superiori a voi; non cercate solamente il vostro interesse, ma anche quello degli altri.” – Filippesi 2:3,4

Se questo fosse il pensiero portante di tutte le nostre azioni, avrebbe la Cina mandato missili contro Taiwan per una ‘semplice’ visita della Pelosi? Il mondo è allo stato in cui si trova perché non vuole tenere conto del Creatore, ma solo del proprio dio, il Diavolo. 1 Giovanni 5:19 rivela che “tutto il mondo è in potere del Malvagio”, il ‘dio di questo sistema di cose che acceca la mente dei non credenti’ (e dei creduloni, aggiungo io). – 2 Corinti 4:4


C’è oggi una società internazionale, in oltre 200 nazioni, che vive il pluralismo come vera fratellanza, scevra da razzismo e qualsiasi tipo di discriminazione. Il motivo è perché si lascia istruire da Dio, il quale “non è parziale, ma in ogni nazione accetta chi lo teme e fa ciò che è giusto”. – Atti 10:34,35. Non che sia perfetta, ma tutti si sforzano sinceramente di conformarsi alle esigenze divine per appartenere alla società del futuro, dove la vecchia non avrà posto.

Fu infatti predetto da Isaia (2:2-4) che “nella parte finale dei giorni (oggi)… molti popoli verranno e diranno: Venite, saliamo al monte di Geova… Egli ci insegnerà le sue vie, e noi cammineremo nei suoi sentieri… Egli sarà giudice fra le nazioni e metterà le cose a posto per molti popoli. Trasformeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falcetti per potare. Le nazioni non alzeranno la spada l’una contro l’altra, né impareranno più la guerra.”

Una società “plurale” è possibile. Ma solo se non abbiamo la presunzione di crearla noi, secondo i nostri criteri. Sarà possibile farne parte se accettiamo con umiltà di sottometterci alla volontà di Dio.

Timoteo Lauditi


L’uomo parla di pace e fa promesse vuote.
Per raggiungerla bisogna cercarla controcorrente.