Festa del Papà o Commemorazione del Figlio?

Festa del Papà o Commemorazione del Figlio?

24 Marzo 2021 0 di Timoteo Lauditi

Festa del Papà o Commemorazione del Figlio?

19 marzo: Festa del Papà. Uno come tanti per concentrare i pensieri a un tema unico.

Non mi disturba che si dedichi un giorno a categoria, ma questo non ne fa di me un sostenitore. Ma il non esserne sostenitore non mi pone come giudice sugli altri. Nella vita cerco di farmi guidare dai principi biblici e uno, esposto in Romani 14:5, dice: „Uno giudica un giorno più importante di un altro, un altro giudica i giorni tutti uguali: ciascuno sia pienamente convinto di ciò che pensa.“ A me va bene che si pensi particolarmente a qualcuno in un giorno determinato. Lo faccio anche io, come vedrete in seguito, ma non mi piace classificare: festa di tutti i papà, di tutte le mamme, di tutte le donne ecc., come se entro tali gruppi tutti i componenti meritassero un “pensiero festoso”.

L’indire un giorno di memoria o festa per una delle categorie degli esseri che formano la società umana probabilmente nasce da un sentimento di amore. Si vuole incoraggiare a pensare con più consapevolezza al papà, alla mamma, alla donna ecc.

Festeggiare il padre può avere le sue motivazioni nel fatto che il padre ci ha trasmesso la vita, ci ha cresciuti, educati, ha faticato per darci vitto, alloggio e un’istruzione. Magari si pensa a esaltare categorie che incorporano i valori dalla società umana, quello di famiglia unita dall’amore, di rispetto per il prossimo, di educazione e istruzione ai veri valori della vita e può starmi bene.

Infatti, nella Bibbia Dio stesso ci dice di onorare i genitori. In Efesini 6:1,2 viene comandato: “Figli, siate ubbidienti ai propri genitori secondo la volontà del Signore, perché questo è giusto. “Onora tuo padre e tua madre” è il primo comandamento accompagnato da una promessa: “Perché ti vada bene e tu possa vivere a lungo sulla terra”.

Però ai padri viene ricordato “Padri, non irritate i vostri figli, ma continuate a crescerli nella disciplina e nell’istruzione di Geova.” (v.4)

Tantissimi padri sono delle vere eccellenze a cui si dovrebbero assegnare degli Oscar o Premi Nobel.

Ma osservando nel suo insieme il puzzle che forma l’umanità odierna, dove mancano l’educazione, il rispetto per la vita e per il prossimo, l’amore per l’estraneo, mi chiedo se la categoria dei padri abbia svolto bene il proprio compito. Ce ne sono tantissimi che sono esemplari, delle vere eccellenze – a cui si dovrebbero assegnare degli Oscar o Premi Nobel – che però oggi stonano con la categoria. Questi sono da onorare, certamente: ma metterli nel cassetto del 19 marzo mi pare venga fatto loro un torto. Perché la Festa del Papà mette tutti i padri nello stesso cassetto, dà a tutti lo stesso valore, mentre io ne farei una divisione abbastanza netta.

Onorare il padre significa dargli peso o importanza e in un mondo di equilibri e armonie, un peso controbilancia un peso di egual misura: l‘onore si dà a chi ti ha onorato. Moltissimi padri hanno capovolto l’equazione e invece di dare peso alla vita dei figli hanno sentito i figli come un peso.

Inoltre il 19 marzo fa sentire in ‘colpa’ coloro che non avrebbero tanti motivi, forse nessuno, per dedicare un giorno di festa al padre. Uso il termine ‘colpa’ perché a questo sentimento sono stati mal-educati da un padre che non ha allevato dei giganti, ma dei nani.

Alcuni sono stati mal-educati da un padre che non ha allevato dei giganti, ma dei nani.

Penso ai padri che lo sono diventati per caso, forse usando violenza contro la donna, forse per vantarsi della propria virilità o per uno sfogo fisico, senza pianificazione, senza volere veramente il figlio, tantomeno una figlia. Così i figli sono cresciuti a casaccio o nelle difficoltà di una casa senza amore, tra i litigi coniugali, urla e piatti volanti. O penso anche a coloro che sono cresciuti nel silenzio, nel rispetto-terrore assoluto per l’autorità del padre, alla cui presenza i bambini non dovevano parlare e che un’occhiata doveva bastare per zittirli o fermarli con l’assurda pretesa che nello spirito di terrore capissero i pensieri capricciosi del padre-padrone, che si formavano nell’imposto mutismo. Penso a coloro che sono stati violentati dal padre, a coloro che sono stati sfruttati, che non hanno mai ricevuto una carezza, e nemmeno una sgridata, ai bambini cresciuti per strada con la chiave di casa al collo. Penso ai padri che non hanno insegnato la differenza tra il bene e il male ai figli perché non importava loro più di tanto del loro futuro, e che poi nella vita si sono trovati ingenui e impreparati e sono finiti nei guai.


Ho un amico il cui padre molti metterebbero nel cassetto del 19 marzo, perché considerato un buonuomo, un “faccia pulita”. Quando da bambino combinava una monelleria, lo puniva facendolo stare col viso rivolto all’angolo di un muro, in piedi oppure in ginocchio con i ceci secchi sotto le ginocchia, o con le mollette per il bucato, e non doveva assolutamente sedersi sui talloni per sentire tutto il dolore alle ginocchia. Oppure lo picchiava con la cinta dei pantaloni e dopo se ne vedevano le ecchimosi lasciate dalla fibbia. Certo, andava a lavorare, portava i soldi a casa, permetteva ai figli di cibarsi, era gentile con gli estranei, insegnava a parole l’educazione, e quelle punizioni erano inflitte per un senso di responsabilità paterna di formare un figlio educato.
Ora il mio amico ne parla in modo distaccato, e solo se viene preso il tema ‘infanzia e educazione’, non perché ne è ossessionato. Non mi pare sia stato segnato profondamente da quella violenza, mi sembra abbastanza equilibrato, un uomo maturo, che io amo e apprezzo. Il padre lo si metterebbe nel cassetto del 19 marzo ancora oggi, ‘persona perbene’, ma perché mai si dovrebbe mettere questo padre sullo stesso palco dei padri eccellenti?


Per questo motivo io vedo tutti i giorni dedicati alle categorie come una farsa, o forse una voglia di riscatto, o un gesto scaramantico. Credo che le persone non vadano classificate, né per discriminarle né per esaltarle, perché le classi separano automaticamente: formano il tu-io per far scomparire il noi. Se volessimo fare una lista indiscriminata delle classi da valorizzare o onorare, non credo basterebbero tutti i giorni dell’anno. A qualcuno si fa sempre torto.

Invece di relegare un pensiero d’amore in un giorno prestabilito, bisogna ogni giorno regalare un pensiero d‘amore.

Invece sarebbe utile dedicare il tempo o un pensiero a una persona di nostra scelta per farle del bene o mostrarle gratitudine, che abbia nome e cognome, e non solo perché appartiene a un genere e questo indipendentemente se lo fanno anche gli altri. La donna ha lo stesso valore dell’uomo, il genitore dei figli, i lavoratori dei disoccupati, i banchieri degli operai, i medici dei pazienti… per cui nella vita dobbiamo pensare sempre al prossimo come a un essere umano bisognoso di amore e a cui dobbiamo rispetto. Non ci riusciamo sempre. Invece di relegare un pensiero d’amore in un giorno prestabilito, bisogna ogni giorno regalare un pensiero d‘amore.

E il Padre Creatore?

Poi c’è un’altra cosa che mi chiedo: la figura del padre l’ha creata il Creatore dando la facoltà di procreazione agli esseri umani e formando l’istituzione della famiglia, dove padre e madre unitamente accolgono la prole in un ambiente di amore e la prepara alla vita. Ora, siamo stati capaci di indire un giorno come Festa del Papà, ma un giorno a ricordo del Padre Onnipotente no? Non mi pare ci sia una Festa a Dio in una specifica data del calendario delle memorie. Eppure non dovremmo onorare di più il Creatore che la creazione? il mastro falegname invece del tavolo? il vasaio che il vaso?

Non dovremmo onorare di più il Creatore che la creazione? il mastro falegname invece del tavolo? il vasaio che il vaso?

Come Padre Dio si è dimostrato il migliore, colui dal quale possiamo solo imparare. Se sappiamo amare è perché lui ci ha insegnato a farlo, infatti “l‘amore sta in questo: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è stato lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.” (1 Giovanni 4:10). Il primo gesto di amore nei nostri confronti lo ha fatto Lui, e non per sbaglio, senza proposito.

In effetti esiste un giorno in cui onorare il Padre Assoluto: non cade sempre lo stesso giorno nel nostro calendario, bensì in un giorno che dipende dal calendario ebraico antico: il 14 Nisan, che quest‘anno cade il 27 marzo.  

In Giovanni 15:8 Gesù disse “Il Padre mio è glorificato da questo: che continuiate a portare molto frutto e vi dimostriate miei discepoli”. E in 5:23: „Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato“.

Sabato 27 marzo 2021 abbiamo la possibilità di onorare il Padre e il Figlio partecipando al giorno che Dio ha stabilito come commemorazione del più grande gesto d‘amore: la vita del Figlio come riscatto per la nostra salvezza. Con questo gesto Gesù morì invece nostra, ha tolto cioè „la coltre che avvolge tutti i popoli e il velo tessuto su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre.“ (Isaia 25:7,8). Moltissimi ne sono già stati intrappolati e dormono nella morte; noi altri rischiamo di esserne arretiti. Ma come afferma la Bibbia, il prezzo per la liberazione è già stato pagato: ‘Dio ci ha amato e ha mandato suo Figlio come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.’ ( 1 Giovanni 4:10).

‘Dio ci ha amato e ha mandato suo Figlio come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.’

( 1 Giovanni 4:10).

Mentre festeggiava l‘ultima Pasqua il 14 Nisan del 33 EV, giorno in cui morì, Gesù istituì una celebrazione che l‘avrebbe sostituita per sempre (la Pasqua non è mai stata una festa cristiana, solo ebraica): la commemorazione della propria morte e comandò: „Continuate a far questo in mio ricordo.“ (Luca 22:19).

„Continuate a far questo in mio ricordo.“

(Luca 22:19).

Il giorno della commemorazione è completamente diverso dalla Festa del Papà: ricorda a tutti che abbiamo lo stesso valore. Non fa sentire in colpa nessuno perché Gesù toglie le colpe. Non porta alla mente cattivi ricordi d’infanzia ma apre la speranza di un futuro luminoso.

A causa del Covid anche quest’anno l’evento non avrà luogo in presenza, ma unirà virtualmente milioni di persone via web. Questa parola -> link ci permetterà di essere virtualmente presenti a uno dei tanti collegamenti che saranno implementati. Seguitelo, oppure chiedete a un vostro amico o a un‘amica Testimone di Geova il link per la riunione.

Sarà un modo per celebrare la FESTA DEL PADRE.

https://www.jw.org/it/testimoni-di-geova/commemorazione/

PERCHÉ GESÙ MORÌ?


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