Saggio di recitazione

Saggio di recitazione

26 Aprile 2021 0 di Timoteo Lauditi

La Compagnia dei Poeti Erranti ha indetto un corso di recitazione, Laboratorio di teatro, con Ciro Girardi come docente. Il corso, organizzato dalla presidente Simona Genta, ha introdotto i partecipanti nelle varie tecniche di riscaldamento della voce e dei muscoli preposti alla vocalizzazione e della giusta tecnica di respirazione, necessarie ogni qualvolta ci si accinge a recitare o leggere in pubblico. Lo scopo del laboratorio era di preparare i poeti partecipanti a presentare con più scioltezza e professionalità le proprie poesie ai reading poetici.

Il laboratorio, tenuto a distanza in collegamento itnernet, ci ha permesso di oltrepassare i limiti che spesso mettiamo a noi stessi quando dobbiamo presentare un saggio, andando oltre i confini, elevando la recita o la lettura oltre il foglio piatto che contiene il testo da presentare. Ciro Girardi, attore di teatro, ci ha insegnato a ‘leggere in verticale’, imparando a immaginare e studiare il contenuto del testo oltre lo scritto e così coinvolgere emotivamente gli ascoltatori.

Seguendo le 10 serate del corso si è potuto toccare con mano il salto di qualità dei partecipanti che nell’esibirsi hanno gettato dietro le spalle timidezza, autolimitazioni e timori in un crescendo veramente impressionante.

Giovedì 8 aprile 2021 i partecipanti al laboratorio hanno presentato un saggio, quasi come prova finale della loro crescita. Alla serata sono stati invitati amici così da creare un pubblico virtuale.

Spiacente di non avere a disposizione i video delle recite, vi propongo i testi di alcune partecipanti.


Capo Boeo

Cielo e mare – vedi –
si confondono nel colore.
Di là case e palazzi,
oltre… dolci colline, vigne,
profili indefiniti, ulivi,
eucalipti sempreverdi
agitati… confondono
perfetti voli rapaci.
Entroterra assolato.
Qui orizzonte limpido:
movimento deciso
di stabilità eterna
per tutti e tutti i secoli.
A tratti scompare la costa
sotto posidonie
secche, depositate.
Affiorano le rocce:
cattedre per granchi verdi,
tipici, unici e solitari,
padroni di purezza
incontaminata, muta
vita perpetrata.
Scogli vissuti e vivi.
Quanti approdi narrati!
Quante vite salvate,
quante vite salpate!
È qui Capo Boeo.

Capo Boeo

di Angela Maria Di Girolamo e recitata da lei stessa


LA LUISONA – La Regina delle paste

Liberamente ispirato ai racconti di BAR SPORT di Stefano Benni

“Al bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica.

Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d’artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. Entrando dicono: «La meringa è un po’ sciupata oggi. Sarà il caldo». Oppure: «E’ ora di dar la polvere ai krapfen». Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario.

Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva. Subito nel bar si sparse la voce: «Hanno mangiato la Luisona!».

La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959. Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo. La sua scomparsa fu un colpo durissimo per tutti. Il rappresentante fu invitato a uscire nel generale disprezzo. Nessuno lo toccò, perché il suo gesto malvagio conteneva già in sé la più tremenda delle punizioni. Infatti fu trovato appena un’ora dopo, nella toilette di un autogrill di Modena, in preda ad atroci dolori.

La Luisona si era vendicata. La particolarità di queste paste è infatti la non facile digeribilità. Quando la pasta viene ingerita, per prima cosa la granella buca l’esofago. Poi, quando la pasta arriva al fegato, questo la analizza e rinuncia, spostandosi di un colpo a sinistra e lasciandola passare. La pasta, ancora intera, percorre l’intestino e cade a terra intatta dopo pochi secondi. Se il barista non ha visto niente, potete anche rimetterla nella bacheca e andarvene”.

Stefano Benni, Bar Sport, 1976

Recitata da Sandra Manca


Lettera a…

Il mio cuore piange
inerte e non ha forza
Sa capire il dolore
Ma non lo può calmare
Il mio cuore ricorda
La storia di noi due
È così lontana che
l’assenza la reclama
Non mi sopporti più
Tu non mi vuoi vedere
Io so la verità
Tu non la vuoi sentire
Sento il suo calore
e nell’abbraccio sogno
quell’eterno amore
che sconvolge il mondo
Sento il silenzio strano
Di quel giorno lontano
Dove ho lasciato la tua mano
E ti ho perso dentro
Qui scende la neve
Quando li c’è il sole
questa mano sul cuore
cerca la tua comprensione
Piango con il sole
e prego con la neve
Con questa mano sul cuore
creo una canzone
Non mi sopporti più
Tu non mi vuoi vedere
Io so la verità
Tu non la vuoi sentire

di Nicoletta Dalessi e recitata da lei stessa


PUÒ SEMBRARE FOLLIA

Può sembrare follia,
corrersi incontro ed aspettarsi.
Guardare l’orologio perché arrivi subito 
l’ora e leggere nel frattempo 
un messaggio d’amore.
Può sembrare follia, 
quando non hai dimora 
e di una stanza pilastro è 
un’acacia salina.
Le pareti diventano ginestre e rosmarino,
la soffitta si apre al cielo
e una luce soffusa è la luna.
Può davvero essere una follia?
Noooo!!!
La follia disarma l’amore dalla ragione, ama 
l’improvviso, si fa coraggioso
e come diceva Shakespeare :
“se non ricordi che l’amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia,
allora non hai amato!” 

di Cinzia Pescara e recitata da lei stessa


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