Con l’arco sul cuscino sei solamente
Un legno ameno e grazioso. Hai bisogno
Di un abbraccio, di colui che piega il collo
Su di te, e ti accarezza sul ponte
Per farti cantare, perché tu possa
Cullare col tuo pianto
Mi convinco più ardito che senza Dio
le mie Radici sarebbero perse per sempre.
Il possedimento ereditario lasciatomi
dai nonni, sono l’eredità migliore:
la speme di riaverli quaggiù per sempre.
ché mentre esso percorre la sua via
ci consuma e ci spegne lentamente,
e dopo averci fatto scendere,
senza arrestarsi, ci lascia lì,
immobili, smorti, estinti.
Vittime dimenticate riportate alla luce,
fatte rivivere a forza, per sapere.
Testimoni di una fede salda
che condanna i manichini di allora,
e quelli di oggi.